giovedì 23 giugno 2016

LE LEGGENDE : ANDRE AGASSI

Come lo hanno definito in molti il " primo vero attaccante da fondo campo " , Agassi ha cambiato il modo di giocare a tennis. Le risposte al servizio del suo avversario di turno subito aggressive sia di rovescio che di diritto sono state il " marchio di fabbrica " di questo grande campione. Quando parlo di Agassi mi viene in mente Sampras e viceversa in quanto i due giocatori hanno dato vita negli anni ' 90 a grandi battaglie sul rettangolo di gioco e si sono spesso affrontati in finale per contendersi vari trofei. Ma una partita che mi ricordo in modo particolare é  un loro quarto di finale e specificatamente quello dello Us Open del 2001 terminato con la vittoria di Sampras in 4 set . Il match si concluse con ben 4 tie-break tra le ovazioni di un pubblico " estasiato " dagli incredibili punti messi a segno dai due grandi campioni.
Il primo titolo degli 8 Grand Slam conquistati dal " Kid di Las Vegas " fu a Wimbledon nel 1992 , mentre nel 1995 raggiunse la posizione numero 1 del ranking mondiale.
Il campione poi " si perse " precipitando oltre la centesima posizione, ma risolti alcuni suoi problemi anche di carattere affettivo, riuscì a risalire le classifiche tornando ai vertici, dando dimostrazione di usare a suo piacimento il proprio talento.
Andre é uno dei pochi giocatori nella storia del tennis ad aver vinto tutti e quattro i tornei del Grande Slam.

Stefano Calzolari


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martedì 21 giugno 2016

LE LEGGENDE : MATS WILANDER

Di Mats Wilander curiosamente ho un ricordo particolare di un amico che era un suo grande estimatore. Dopo che Borg si era ritirato dal tennis giocato, la Svezia poteva contare su di un altro baby fenomeno che a soli 17 anni s' impose al Roland Garros di Parigi. Saranno 7 i titoli del Grande Slam che vincerà in tutto Wilander, il quale non trionferà mai sull' erba di Wimbledon ma che per ben 3 volte vinse l' Open d' Australia, di cui due proprio su questa superficie.
Solidissimo da fondo campo , era il classico giocatore che non sbagliava mai e che costringeva gli avversari a giocare bene e a conquistarsi il punto se volevano prevalere su di lui. Una delle sue caratteristiche principali era la resistenza oltre al fatto di possedere una capacità di concentrazione durante i match non indifferente. Giocava infatti ad un livello molto alto costantemente anche dopo la quarta ora di gioco. Nel 1988 raggiunse la vetta del ranking mondiale. I suoi successi sono tuttora considerati di grande valore se consideriamo che lo svedese giocò in un' epoca ricca di grandi campioni.

Stefano Calzolari



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lunedì 20 giugno 2016

CLASSIFICHE ATP E WTA AGGIORNATE A LUNEDI ' 20 GIUGNO 2016

Questa é la nuova classifica Atp diramata oggi lunedì 20 giugno 2016 : 1. Novak Djokovic (Srb) 16950 (--) 2. Andy Murray (Gbr) 8915 (--) 3. Roger Federer (Sui) 6425 (--) 4. Rafael Nadal (Esp) 5335 (--) 5. Stanislas Wawrinka (Sui) 5035 (--) 6. Kei Nishikori (Jpn) 4155 (--) 7. Milos Raonic (Can) 3175 (+2) 8. Dominic Thiem (Aut) 3175 (-1) 9. Tomas Berdych (Cze) 2950 (-1) 10. Richard Gasquet (Fra) 2905 (--).

Le principali posizioni in classifica dei tennisti italiani : 35. Fabio Fognini 1170 (-1) 48. Paolo Lorenzi 940 (--) 57. Andreas Seppi 865 (-17) 114. Thomas Fabbiano 536 (-5) 137. Simone Bolelli 422 (-4) 140. Marco Cecchinato 412 (-5) 163. Alessandro Giannessi 325 (+2) 170. Luca Vanni 314 (--) 195. Filippo Volandri 273 (-10) 199. Matteo Donati 267 (+2).

Questa é la nuova classifica Wta aggiornata ad oggi lunedì 20 giugno 2016 : 1. Serena Williams (Usa) 8330 (--) 2. Garbine Muguruza (Esp) 6766 (--) 3. Agnieszka Radwanska (Pol) 6080 (--) 4. Angelique Kerber (Ger) 5330 (--) 5. Simona Halep (Rou) 4372 (--) 6. Victoria Azarenka (Blr) 4191 (--) 7. Roberta Vinci (Ita) 3405 (--) 8. Belinda Bencic (Sui) 3190 (--) 9. Venus Williams (Usa) 3116 (--) 10. Madison Keys (Usa) 3061 (+1).

Dopo la settima posizione di Roberta Vinci ecco come sono posizionate le altre principali tenniste azzurre : 15. Flavia Pennetta 2723 (-2) 22. Sara Errani 2030 (--) 68. Camila Giorgi 980 (-2) 90. Karin Knapp 764 (+1) 111. Francesca Schiavone 592 (-1) 295. Martina Caregaro 141 (+1) 302. Anastasia Grymalska 134 (+1) 331. Giulia Gatto-Monticone 116 (-29) 328. Cristiana Ferrando 119 (-6).

Come possiamo notare nella top ten avanza di due posizioni rispetto alla scorsa settimana Milos Raonic, retrocedono di una Tomas Berdych e Dominic Thiem ; nella top ten femminile entra al decimo posto Madison Keys ed esce Timea Bacsinszky.

Stefano Calzolari


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sabato 18 giugno 2016

LE LEGGENDE : JOHN MC ENROE

Il campione americano classe 1959 è stato un tennista unico ed inimitabile. Il suo talento e la sua classe sono noti alla maggior parte del pubblico di tutto il mondo, anche ai più giovani. Votato al tennis d' attacco, McEnroe viene ricordato per i suoi tocchi di fino e per un carattere difficile che lo rendeva sovente protagonista con l' arbitro di turno. Trionfò tre volte a Wimbledon e 4 volte allo Us Open, mentre all' Open di Francia perse la sua unica finale contro Ivan Lendl in modo a dir poco roccambolesco dopo aver dominato i primi due set. Fu un giocatore formidabile anche in doppio , specialità nella quale vinse spesso in coppia con l' amico Peter Fleming. Ha costruito i suoi successi in singolare, in un lasso di tempo breve, ma é stato capace tra singolare e doppio, di vincere tornei in quattro decadi diverse. Sono state entusiasmanti le sue sfide contro Borg, Lendl e Connors.
Di lui ho un ricordo particolare di quando avevo 17 anni ed ero un suo grande tifoso ...mi piaceva talmente tanto il suo modo di giocare , che io stesso non riuscivo ad accettare le sue sconfitte...figuriamoci lui...:-)
Fu il 1984 il suo anno d' oro in cui perse solamente tre partite.
E' stato uno dei più grandi giocatori della storia del tennis.

Stefano Calzolari



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lunedì 13 giugno 2016

CLASSIFICHE ATP E WTA AGGIORNATE A LUNEDI ' 13 GIUGNO 2016

Queste le nuove classifiche Atp e Wta diramate oggi lunedì 13 Giugno 2016.
Atp : 1. Novak Djokovic 2. Andy Murray 3. Roger Federer 4. Rafael Nadal 5. Stan Wawrinka 6. Kei Nishikori 7. Dominic Thiem 8. Tomas Berdych 9. Milos Raonic 10. Richard Gasquet
Wta : 1. Serena Williams 2. Garbine Muguruza 3. Agnieszka Radwanska 4. Angelique Kerber 5. Simona Halep 6. Victoria Azarenka 7. Roberta Vinci 8. Belinda Bencic 9. Venus Williams 10. Timea Bacsinskzy.
Top ten immutate rispetto ad una settimana fa e dopo i tornei che si sono conclusi ieri.

Stefano Calzolari



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sabato 11 giugno 2016

LE LEGGENDE : BJORN BORG

Di Bjorn Borg ho grandi ricordi e non solo per il campione che é stato, ma lo svedese fu " protagonista " nella mia infanzia insieme ad altre " leggende " quali Jimmy Connors e John McEnroe. Noi ragazzi giocavamo a tennis sulla strada con racchette di legno ed una corda appesa a due cancelli a rappresentare la rete e non si faceva che nominare e cercare di emulare le gesta di questi grandi campioni. Si era pensato fin di " sistemare " il prato di fronte alle nostre abitazioni per creare un campo da tennis in erba (allora Wimbledon era il torneo che più nominavamo in assoluto). A differenza di quando ero bambino dove il mio idolo era John McEnroe, col passare degli anni fino ai giorni nostri ho saputo rivalutare (qualora ce ne fosse il bisogno) la grandezza del campione svedese. Vincere 11 Slam tra cui come sappiamo 6 titoli al Roland Garros e 5 consecutivi a Wimbledon su due superfici all' epoca completamente differenti , mi portano ad indicare in Borg probabilmente il giocatore più forte degli ultimi 40 anni. Ricordiamo che Bjorn a 25 anni stupì il mondo ritirandosi dal tennis (ancora ai vertici della classifica mondiale) lasciando senza parole i fans e i suoi stessi avversari tra cui McEnroe che cercò in tutti i modi di fargli cambiare idea. Proprio questo ritiro " anticipato " e ad un' età ancora molto giovane ha indotto molti addetti ai lavori a considerarlo un autentico mito. Fu inoltre il primo vero fenomeno di " divismo " in questo sport. Di Borg ricordo la famosa partita vinta, che peraltro all'età di 13 anni ho seguito in diretta tv, contro McEnroe nel 1980 a Wimbledon ; nessuno (tranne i più giovani) dimenticherà , oltre al famoso tie-break del 4° set, l' ultimo punto del match che diede il successo al campione di Svezia. Borg si inginocchiò sui prati più famosi del mondo e quell' immagine immortalata dai tantissimi fotografi di allora, rimane ancora oggi come una delle più belle nella storia dello sport con la racchetta.

Stefano Calzolari



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mercoledì 8 giugno 2016

STEFANO CALZOLARI INTERVISTA MONICA SELES

Stefano : Monica innanzitutto grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande di tennis ...
So che hai fatto una grande partita - esibizione a New York l' anno scorso contro Gabriela Sabatini, quali sono state le tue emozioni nel tornare a giocare contro una tua ex collega ed amica ?

Monica : E 'stato un onore essere invitata e giocare contro la mia amica Gabriela in un posto fantastico come il Madison Square Garden. Giocare in mezzo a questo grande pubblico è stata una sensazione fantastica, é bellissimo provare ancora queste emozioni dopo tanto tempo, quando ci si ritira dai campi di gioco sono cose che ti mancano ...l' energia che ti dà giocare a New York è qualcosa di incredibile e così é stato nel corso della mia carriera ...

Stefano : Torniamo al passato Monica, sei cresciuta all 'accademia di Nick Bollettieri, chi sono state le persone che ti hanno aiutato maggiormente a crescere nel tennis oltre al grande maestro americano ?

Monica : Nick è una persona incredibile e il suo amore per il gioco è contagioso. Ha fatto tanto per il tennis e sono stata molto orgogliosa di lui quando é stato inserito nella Tennis Hall of Fame, ha fatto così tanto per il tennis di tutto il mondo sia per noi professionisti, ma anche per tutta la sua Accademia.Ti ricordi Stefano che quando io ero da Nick c' era anche la mia amica Raffi (Raffaella Reggi), avevo 13 anni e ho giocato contro di lei ! Quando ricordo quei tempi ho sempre il sorriso " stampato " sul mio volto :-)

Stefano : Quando eri una bambina Monica chi erano i tuoi campioni preferiti ?

Monica : Crescendo non ho guardato molta TV , vedevo solamente 2 partite all' anno, la finale dell' Open di Francia e Wimbledon. Mi é sempre piaciuto guardare Chris Evert e Martina Navratilova. Mio padre ha fatto oltre 10 ore di macchina per andare in Italia dalla Jugoslavia perché volevo la racchetta di Chris, vedevo in una sua foto quella racchetta, purtroppo Chris non l' ha venduta in Jugoslavia. Sarò sempre grata a mio padre per avermi fatto amare così tanto il tennis.

Stefano : Tra i 9 tornei del Grande Slam che hai vinto, quale é stata la vittoria che ricordi in modo particolare ?

Monica : Per me è difficile scegliere tra due slam :
Il mio primo Open di Francia nel 1990 avevo 16 anni, non mi sono mai resa conto di quanto la mia vita fosse cambiata dopo quel successo ; si ha una sensazione fantastica , nemmeno io riuscivo a crederci. Ho sognato a lungo di poter vincere un torneo del Grande Slam ma non pensavo che accadesse così presto. E' stato proprio un sogno che si é avverato.
L'altro Slam a cui sono legata è l' Open d' Australia nel 1996. Sono stata lontano dai campi di gioco per tre anni e non ero sicura di poter giocare ancora ai massimi livelli. La mia carriera è cambiata nel 1993 e vincere un altro torneo del Grande Slam dopo essere stata così a lungo lontano dallo sport é stato qualcosa di molto speciale.

Stefano : Cosa ne pensi del tennis femminile di oggi, chi può diventare la campionessa del futuro?

Monica : Vorrei sapere anche io la risposta a questa domanda che mi fai Stefano, ma non so fare previsioni. Come tifosa di tennis amo guardare nuove giocatrici e stili di gioco differenti e naturalmente prevarrà chi saprà affrontare meglio le pressioni dentro e fuori il rettangolo di gioco.

Stefano : Chris Evert ha detto che tu giocavi meglio di Steffi Graf, cosa ne pensi di questa affermazione di Chris ?

Monica : Chris é sempre molto carina e sono onorata che queste parole vengano da una leggenda di questo sport..

Stefano : Hai vinto il French Open e il primo Grande Slam a 16 anni ! Cosa pensa una ragazza di 16 anni dopo aver vinto un torneo così importante?

Monica : Ero felicissima, pensavo a come ho lavorato duramente per anni sui campi di gioco, e quindi vincendo quello Slam ho pensato di aver ottenuto una bella ricompensa ; ho dovuto rinunciare, come invece facevano tanti altri ragazzi di quell' età, ad andare al cinema o a socializzare maggiormente con tanti amici.Vincere è stata come la ciliegina sulla torta. Ho festeggiato con tutta la mia squadra, abbiamo fatto una bella cena e finalmente ho mangiato tanto gelato come desideravo, non ne ho potuto mangiare durante tutto il torneo :-)

Stefano : Come è nata l'idea di pubblicare la tua autobiografia? So che questa esperienza ti ha dato molta soddisfazione ... cosa mi dici di questa cosa ?

Monica : Mi è sempre piaciuto scrivere racconti ; tra le partite nei momenti di attesa, mi piaceva stare da sola e scrivere, è così che è iniziato tutto. Non ho avuto subito molta fiducia per mostrare quello che scrivevo a qualcuno, ma nel corso del tempo ho scritto così tanto che mi son detta " proviamo, non ho nulla da perdere. " Così sono andata in giro da alcuni editori, ad alcuni è piaciuto quello che scrivevo ad altri magari un po' meno, ma alla fine della giornata ho ottenuto un contratto editoriale. E 'stato molto divertente eppure così diverso da tennis :-)

Stefano : Monica, che cosa consigli alle ragazze più giovani che si avvicinano al mondo del tennis, che cosa ti senti di raccomandare alle famiglie che hanno bambini che vogliono diventare campioni ?

Monica : Credo che la cosa più importante per i bambini sia amare questo sport e divertirsi. Non bisogna subito pensare al tennis come ad un lavoro. Devono inoltre avere l'amore per la competizione e se riusciranno a diventare dei campioni devono essere pronti a girare per il mondo in continuazione e senza soste.
Il sostegno della famiglia è molto importante ; io sono stata molto fortunata perché i miei genitori mi hanno trattato allo stesso modo quando vincevo e quando perdevo a partire dai tornei juniores fino ad arrivare al professionismo. Penso che sia molto importante ricordare che sì il tennis sarà una grande parte della tua vita, ma allo stesso tempo si andrà in pensione a circa 30 anni e si ha ancora una vita intera davanti a sé. Il tennis deve essere come una scuola di vita che ti serve anche dopo che hai smesso di giocare.

Stefano : Monica, hai progetti per il futuro ora ?

Monica : Sono in una fase di transizione , l' unica cosa che ti posso dire Stefano, é che il tennis sarà sempre una parte della mia vita.

Stefano : Grazie di tutto Monica

Monica : Grazie a te Stefano

Stefano Calzolari - Monica Seles



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martedì 7 giugno 2016

STEFANO CALZOLARI INTERVISTA SIMONA HALEP

Stefano : Ciao Simona e grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande di tennis...
Quando eri una bambina, dove hai iniziato a giocare e quanti anni avevi ?

Simona : Nella città in cui sono nata a Costanza, presso il tennis club dove giocavano i miei fratelli, ho preso in mano la racchetta all' età di 4-5 anni ...

Stefano : Prima di giocare nel circuito Wta, hai giocato molti tornei Juniores e Itf, quali difficoltà hai trovato nel passare al circuito maggiore ?

Simona : Ho iniziato dai tornei juniores giocando molto bene e vincendo il Roland Garros di quella categoria a 16 anni e 7 mesi. Quella vittoria mi ha dato fiducia per iniziare i tornei Itf.

Stefano : Hai raggiunto la posizione numero 2 della classifica mondiale, preferiresti raggiungere prima la vetta del ranking o vincere un torneo del Grande Slam ?

Simona : Ho finito per due anni la stagione nella top 3 , spero di arrivare in vetta in un prossimo futuro...vincere un torneo del Grande Slam é un sogno e lavoro ogni giorno duramente per arrivare a questo traguardo ...

Stefano : Quando ti vedo giocare e muoverti con estrema facilità tirando molto profondo dico a me stesso " Simona vola ", quanto tempo dedichi alla preparazione fisica col tuo team ?

Simona : Faccio un ora e mezzo di training includendo stretching ed esercizi di recupero ...

Stefano : Sei seguita in tutto il mondo dai fans romeni, quanto é importante per te questo ?

Simona : E' fantastico, vengono a vedermi in tutte le città del mondo , ho un grande feeling con loro e li ringrazio per questo..inoltre ho fans ovunque, é incredibile e bellissimo allo stesso tempo !

Stefano : Hai giocato la finale del Roland Garros, qual' é il torneo che sogni di vincere ?

Simona : Amo giocare al Roland Garros,ma amo anche tutti gli altri tornei del Grande Slam, mi piace la superficie del torneo di Parigi, mi trovo molto a mio agio sulla terra battuta, penso che avrò delle ottime possibilità un giorno per vincere questo grande torneo ...e naturalmente altri tornei del Grand Slam..

Stefano : Quali sono i tuoi hobby al di fuori del tennis? Cosa ti piace fare ?

Simona : Amo la moda per cui faccio molto shopping che mi rilassa, adoro anche ascoltare dell' ottima musica ..

Stefano : E 'vero che segui anche il calcio ? C'é una squadra italiana che ti piace in modo particolare ?

Simona : Mi piace seguire il calcio saltuariamente, il mio idolo era Gheorghe Hagi...ma non guardo abbastanza calcio per avere una squadra per cui fare il tifo :-)

Stefano : Ogni settimana si gioca un torneo, cosa ne pensi del fatto che si gioca così tanto ?

Simona : Siamo obbligate a giocare molto per tutta la stagione e non puoi fare della pause se non in occasione della off-season..

Stefano : Quali sono i tuoi prossimi obiettivi ?

Simona : Sicuramente stare bene di salute e continuare a migliorare il mio gioco,e io dico a me stessa " se Flavia (Pennetta) ha vinto lo Us Open a 33 anni, ho ancora tempo per vincere un grande torneo visto che sono ancora giovane , che ne dici Stefano ?

Stefano : Sono d' accordo Simona, senti,grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per i prossimi tornei.

Simona : Grazie a te Stefano e " ciao a tutti ! "

Stefano Calzolari-Simona Halep


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lunedì 6 giugno 2016

STEFANO CALZOLARI INTERVISTA CLAUDIO PISTOLESI

Stefano : Grazie a Claudio Pistolesi per la disponibilità avuta nei miei confronti in occasione di questa intervista...
La prima domanda che ti faccio Claudio, riguarda il Claudio Pistolesi giocatore, nel 1988 hai raggiunto i quarti di finale nel torneo di Montecarlo battendo tra l' altro nei sedicesimi di finale un certo Mats Wilander allora numero 1 del mondo , che ricordi hai di quella bella vittoria e cosa ti disse Mats a fine match ?

Claudio : Ho il ricordo del momento in cui vinsi il tie break al secondo set fino al match point. Per l'unica volta in dieci anni da tennista pro ho sentito chiaramente lo stato di " flow" , cioè lo stato di grazia che ti permette di percepire diversamente il mondo intorno a te. Tutti i campioni raccontano che nei momenti cruciali il tempo rallenta , ogni secondo effettivo per il pubblico sono due secondi per te , e la vista si fa più' acuta, puoi cogliere più' dettagli . Mi prendono per matto quando lo racconto ma poi confronto questa mia esperienza con altri campioni , anche di altri sport , e loro sanno perfettamente di cosa parlo . Una sensazione unica nella vita. Mats mi disse che era impressionato per quanto avevo alzato il livello e mi fece i complimenti. A fine partita gli chiesi anche se fosse vero che aveva la febbre come qualcuno scrisse , mi guardo" stupito aggrottando le ciglia ... " febbre ? Assolutamente no , perché' ? " Stava benissimo e mi fece piacere sentire da Wilander stesso che avevo battuto il numero uno del mondo di quell'anno in piena forma.

Stefano : Quando hai maturato l' idea di diventare allenatore di tennis ?

Claudio : Nel 2005 , mentre mi districavo nel mondo dei challenger per ricostruire una classifica dopo l'operazione di ernia del disco che subii a fine 1994 . Mi chiamo' Monica Seles in persona. Aveva bisogno di uno sparring di alto livello e penso' a me . Ero consapevole che la mia carriera di giocatore non sarebbe stata più' seriamente percorribile ma all'epoca quando scoccava l'ora dei trent'anni era un po' considerato il tramonto della carriera. Non e' come oggi che a trent'anni si raggiunge il picco psicofisico del livello di carriera. Quindi , con le lacrime agli occhi , le dissi di si e feci bene perché' iniziare la carriera di coaching, seppur come partner di allenamento , ma con la numero uno del mondo e' di certo una opportunità' unica e ringrazierò a vita Monica per avere scelto me per quel ruolo . Vinse l'Australian Open nel '96 e mi ringrazio' dopo la vittoria. Indimenticabile .

Stefano : Nella tua grande carriera da coach di livello internazionale hai avuto sotto la tua guida giocatori e giocatrici famosissimi, da Monica Seles, a Simone Bolelli, a Daniela Hantuchova, Robin Soderling solo per citarne alcuni ; mi piacerebbe sapere qual'è stato il giocatore o la giocatrice tra tutti quelli che hai avuto che ti ha sorpreso di più come crescita tennistica e chi invece pensavi diventasse un grande campione e non ha risposto alle proprie e alle tue aspettative ?

Claudio : Per ognuno di loro conservo ricordi emozionanti . Difficile scegliere uno od una.
Penso a Daniela Hantuchova che con me ha battuto per la prima volta Kim Clijsters dopo undici sconfitte, a Davide Sanguinetti che vince Milano con me su Federer in finale , di Monica ho parlato prima, o l' enorme vittoria personale da coach quando Robin Soderling vinse tre tornei ATP consecutivi .
Ricordo la vittoria di Anna Smashnova a Linz contro Elena Dementieva, che con quella partita si assicuro' un posto al Master WTA di Los Angeles . Anna era sotto 5-2 al terzo e vinse 7-5 ...
Ultimo ma non meno importante Takao Suzuki , che batte' Thomas Enqvist , numero 18 del mondo nel 98, a Stoccolma dopo aver ripassato le quali. E' andato a rete tutta la partita , anche rispondendo alla prima di servizio di Enqvist che era una bomba . Stefan Edberg scese negli spogliatoi a farci i complimenti per come aveva giocato , e Stefan e' sempre stato l'idolo di Takao. Potrei andare avanti parecchio con i ricordi . Due anni fa ad esempio con Alla Kudrianvtseva arrivare ai quarti di Wimbledon in doppio e vederla al Master WTA di Singapore e' stato bellissimo , e , anche se solo per tre mesi , ho di nuovo allenato una italiana come Gioia Barbieri che in alcuni tornei in Francia dove l'ho accompagnata vinse delle ottime partite. Penso a Michael Berrer che vince il torneo a Bratislava battendo l'idolo di casa Hrbaty 7-6 al terzo salvando 4 match point di fronte a tremila Slovacchi urlanti...
Oppure la vittoria a Parigi di Simone Bolelli su Del Potro, che a fine anno sarebbe arrivato a numero 4 del mondo, con un livello che esalto' persino i giornalisti italiani presenti che videro la partita insieme a me .
Di certo, tra i tanti che ho allenato , la cavalcata in tre anni e mezzo insieme a Simone Bolelli da numero 248 al best ranking 36 ( best ranking tutt'oggi , ma che sono certo supererà' di gran lunga a breve ) nel periodo 2006- 2009 e' stato qualcosa di difficilmente ripetibile in Italia . Potrebbe farcela Donati , che e' un giocatore che mi piace tantissimo. Bolelli e' nel pieno della carriera , dopo quasi sei anni di " retroguardia " nei challenger per lo più' , anni per lui immagino veramente pesanti , e spero tantissimo che non solo batta il best ranking ormai vecchio ma arrivi dove può' arrivare e completi il lavoro iniziato con me. Nei top ten. Avendo lavorato con un top five ho toccato con mano la meraviglia di sentire ogni giorno il livello tennistico al top in ogni piccolo gesto , sarebbe un peccato se Simone , che ha di certo le caratteristiche di quel livello , non ci arrivasse mai.
Finche' li ho allenati io nessuno ha tradito le aspettative. Hanno quasi tutti ottenuto il best ranking in carriera.

Stefano : Da sempre sostieni che ci sono alcune regole importantissime da seguire per un giocatore, come l' educazione , il rispetto verso gli altri, e il saper far tesoro dalle sconfitte , solo con queste solide basi un talento può diventare campione. Cose che peraltro servono nella vita di tutti i giorni. Quali sono i maggiori difetti che riscontri nei ragazzi giovani di oggi che hanno molte potenzialità ma non riescono poi a diventare dei top player ? E' vero che i genitori specie in Italia pensano ma soprattutto pretendono di avere già un campione in casa ?

Claudio : Si in effetti alcune frasi come " la sconfitta non e' altro che l'inizio della vittoria " o " qualità' umana prima della qualità' tennistica" e diverse altre le ho fatte mie e ormai mi accompagnano nel mio stile di coaching. Mi stupisce e mi gratifica moltissimo accorgermi di come, ovunque vada, mi si riconosca questo ruolo di educatore oltre che di coach .
Riguardo ai difetti dei ragazzi direi che in partenza i ragazzi sono puri e i difetti cominciano ad affiorare in superficie , oppure al contrario non affiorano mai a seconda dell'entourage di persone che col crescere del livello , della visibilità' e del giro economico si crea intorno al ragazzo o ragazza. E' cruciale la selezione che le famiglie e soprattuto il giovane tennista fa rispetto a chi può' e chi non può' entrare nel team, in primis la selezione del coach e di chi detta i tempi e la comunicazione esterna, che poi si riflette sul tennista quando va in campo. Anche le famiglie vengono , nel bene e nel male , " allenate " in base a chi decidono di fidarsi nel percorso , a meno che non siano famiglie già' provenienti dall'ambiente del tennis Pro.

Stefano : A proposito, tu che conosci benissimo il tennis statunitense vivendo in Florida, come viene visto il tennis e lo sport in generale dagli americani rispetto all' italia e come spieghi la grande crescita di campioni e campionesse nell' est europa rispetto al passato ?

Claudio : Per rispondere bene a questa domanda, che in realtà' sono due domande ben distinte , dovrei scrivere un libro e , pur essendo esperto di sintesi, non ottemperei ad una risposta esauriente. In Usa il tennis femminile va alla grande , ma vorrei rimarcare che la Florida e' lo Stato del tennis nel mondo , non solo negli Stati Uniti . Giocatori ad esempio come Kei Nishikori o Maria Sharapova o Kevin Anderson non sono di passaporto americano , ma se ci fosse un "passaporto tennistico " che indichi dove sono nati come livello da top players , avrebbero entrambi il " passaporto Floridiano " . Come tantissimi altri campioni tipo Leander Paes che vive da una vita ad Orlando o Caroline Wozniaki ed Andy Murray che vivono a Miami.
Per i campioni dell'Est , penso alla Serbia per primo paese, credo che l'assenza di fatto di federazioni politicizzate , favorisca in partenza la chiarezza di qual'e' sia la richiesta per crescere nel tennis Pro. Si fa affidamento sulle proprie gambe e braccia , si impara a viaggiare in terza classe e a dormire negli ostelli se necessario ma e' prioritario fare affidamento su se stessi e non sulla " cosa pubblica" assistenziale senza la quale meglio smettere .
I migliori sponsor sono le partite che si vincono e appena si hanno due soldi si investono nei coach e nei preparatori fisici . Poi la crescita economica , se il tennista vale sul serio , seguira' come una palla di neve che diventa una valanga. I giovani dell'est da piccoli recepiscono per necessita' e mancanza di alternative questo duro ma necessario messaggio.

Stefano : Il tennis si é evoluto col passare degli anni, tu hai vissuto da giocatore gli anni 80/90 e hai seguito tutta l' evoluzione tecnica, dei materiali e psicologica di questo bellissimo sport. E' vero come sostiene un grande ex giocatore del passato che una volta i tennisti avevano ciascuno un proprio gioco mentre oggi giocano quasi tutti alla stessa maniera ? C' è chi sostiene che oggi il tennis sia monotono ...

Claudio : Si il passaggio dal legno alla fibra l'ho vissuto in prima persona , non e ' stato facile . Fino a 16 anni sono cresciuto giocando con le racchette in legno e ci e' voluto un po' per gestire tutta la nuova potenza " gratis" che la racchetta ti regalava. Quindi l'aspetto tecnico si e' spostato verso quello fisico ed e' vero che ha uniformato i vari tipi di gioco mentre prima con la poca potenza che si poteva generare col legno c'era più' spazio alla creatività' e al tocco. La tecnica doveva essere necessariamente più' raffinata perché' in caso contrario la palla non avrebbe neanche raggiunto l'altra parte della rete. E con una tecnica più' raffinata e creativa lo spettacolo , anche se più' lento, era molto più' godibile dal pubblico. I giocatori che hanno cominciato con le racchette di legno , come me, hanno spesso "campato di rendita" con più' giovani che non avevano mai giocato col legno , grazie ad un tasso tecnico superiore.
Sulla parte mentale ti rispondo che la considero sempre più' importante tanto e' vero che sono tornato all' università' a 45 anni ( due anni fa) , e intendo laurearmi in " coaching in sport" , una facoltà' basata per lo più sulla psicologia sportiva , alla Newport Research University , una università' americana , che consiglio a tutti gli aspiranti coaches.

Stefano : Da grande coach quale sei e avendo giocato a tennis ad alto livello, c'è più competizione ora a tuo avviso o quando giocavi tu? E sono più competitivi gli uomini o le donne ?

Claudio : Il tennis e' stato inventato per esasperare la competizione. Uno sport che come regole base ha la mancanza del limite di tempo e la mancanza del pareggio costringe gli atleti a comportarsi ogni partita come in una gara di sopravvivenza. E uno solo alla fine sopravvive al torneo. Tutti gli altri , anche il finalista, "muore". Più' che di vittoria o sconfitta bisognerebbe utilizzare , nella terminologia tennistica, parole come sopravvivenza o morte, un po' come i gladiatori nell'antica Roma nel colosseo. Uno dei due doveva uscire dal colosseo a piedi in avanti... E questo spirito estremo , direi violento , anche senza un contatto fisico, esiste allo stesso modo da 150 anni circa, da quando cioè' sono stat inventate queste regole malefiche.
Nel tennis femminile cio' si esaspera molto di più' perché' nella storia la donna per essere accettata dalla società' ha sempre dovuto faticar dil triplo degli uomini. E quindi atavicamente per una donna significa anche emanciparsi , non essere più' dipendente da un uomo, a partire dal padre.
Il tennis non dovrebbe essere uno strumento per una emancipazione ma assume contorni emotivi molto alti , a mio avviso , anche per questo motivo . Spero molto che in futuro sia per la ragazze uno sport come un altro per misurarsi con se stesse ed essere realizzate nella vita senza più' queste implicazioni sociali odiose che hanno accompagnato purtroppo la storia delle donne nella Storia.

Stefano : A parte i successi sul campo , qual' è la cosa che più da soddisfazione ad un allenatore del suo giocatore o della sua giocatrice ?

Claudio : Che dopo anni in cui non si allena più' questo o quel tennista ci sia un rapporto umano di riconoscenza reciproca per il contributo alla crescita come persona che il coach ha dato e che il giocatore ha dato al coach. La parte umana per me e' sempre la priorità' Per me e' stato così' con tutti i miei atleti tranne che con una giocatrice ma e' stato un un caso isolato non particolarmente significativo per me.

Stefano : Un tuo collega mi ha detto che per diventare un grande allenatore di tennis devi aver giocato a tennis, é vero ?

Claudio : La Storia del nostro sport dimostra che non e' cosi' . E' un ottimo bonus da utilizzare all'inizio di una collaborazione ma non una garanzia . Bollettieri , Toni Nadal, Alberto Castellani , Dirk Hordorff, Riccardo Piatti , Guhnther Breznick , Jan De Witt ... potrei allungare la lista di molto , non hanno mai giocato da Pro e sono indubbiamente grandi allenatori. I risultati parlano . Senza scomodare altri sport tipo il calcio con Mourinho ,Sacchi etc...

Stefano : Quali sono i tuoi prossimi progetti ...

Claudio : Ho cambiato lavoro, Nazione, stile di vita . Ho viaggiato per trenta anni e mi pare che per un po' posso stare a casa con mia moglie Cristina e dirigo un centro di allenamento , che tra l'altro condivido con una leggenda del tennis mondiale come Brian Gottfried . Il mio coaching " one to one" e' molto limitato e assolutamente non più' " full time" come ho fatto per venti anni in cui ho dimostrato a me stesso di saper fare bene questo lavoro. Ora ho altre priorità' , sono step father di un ragazzo eccezionale , sono zio di una nipotina di un anno e mezzo ( figlia di mia sorella) e non penso di essere mai stato più' felice di adesso nella mia vita. Negli Stati Uniti la cultura sportiva e' incredibilmente più' alta che in Italia e questo mi fa vivere bene perché' lo sport e' la mia vita e quella della mia famiglia. Supporto molti ragazzi italiani che mi vengono spesso e volentieri a trovare e ho una consulenza con una importantissima università' americana come Notre Dame.
Inoltre da sette anni rappresento i coaches ATP nel players council dell'ATP ed 'e veramente un grande onore. Sono il creatore della prima lista di coach ATP della Storia e se vai sul sito dell'ATP e clik su "players " e poi "coaches " la trovi.
I coaches ATP sono ovviamente i più' importanti al mondo e sono la guida tecnica del tennis mondiale . E io li rappresento da sei anni . Un orgoglio personale ma anche una responsabilità' enorme.
Il mio destino e' di insegnare e e di educare e posso dire senza falsa modestia mi e' sempre riuscito bene . Continuero' così' anche se con altre modalità' . Più' avanti vedremo se tornare in trincea con qualche giocatore importante. Le offerte continuano a non mancare. 

Stefano : Grazie mille Claudio

Claudio : A te Stefano

Stefano Calzolari - Claudio Pistolesi


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STEFANO CALZOLARI INTERVISTA KAROLINA PLISKOVA

Stefano : Karolina ciao e grazie per la tua disponibilità per questa intervista...allora...Chi è stato il tuo idolo quando eri una ragazzina?

Karolina : Non ho avuto nessun idolo in particolare , ma guardavo molto tennis in televisione, specialmente osservavo con attenzione Martina Hingis, Monica Seles, e le sorelle Williams ..

Stefano : Mi parli del bel rapporto di amicizia che c'è con tua sorella Kristyna...

Karolina : Abbiamo un rapporto molto bello e anche se siamo poco insieme per via dei rispettivi impegni di tennis, parliamo molto al telefono di ogni cosa, é il miglior rapporto possibile tra due sorelle gemelle -:)

Stefano : L' anno scorso specialmente hai giocato molto bene, sei pronta per vincere un torneo del Grande Slam ?

Karolina : Non ancora Stefano, penso di dover acquisire maggior esperienza in quel tipo di tornei ...

Stefano : Hai dei tatuaggi, che cosa rappresentano ?

Karolina : Niente di particolare, sono tatuaggi polinesiani ...

Stefano : Quale torneo ti piacerebbe vincere ?

Karolina : Qualsiasi torneo, non ne ho in mente uno in particolare

Stefano : Qual è il colpo che vorresti migliorare?

Karolina : Un po' tutti i colpi forse le volée necessitano di alcuni miglioramenti :-)

Stefano : Come è nata la tua passione per il tennis?

Karolina : Ho sempre amato questo sport, naturalmente ci sono anche dei momenti difficili , diciamo che anche se a volte non gioco bene ma vinco la sensazione é comunque positiva ...

Stefano : A tavola a che cosa non rinunceresti mai ?

Karolina : Alla pizzaaaaa :-)

Stefano : Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione ?

Karolina : L' anno scorso ho avuto una buona stagione , spero di migliorare ancora qust' anno ...

Stefano : Facciamo un' ipotesi Karolina, a Wimbledon va in scena la finale Karolina contro tua sorella Kristyna, chi vince? :-)

Karolina : In una finale può succedere di tutto, ma l' erba é la superficie preferita di Kristyna, lei é molto pericolosa, si dovrei stare molto attenta ...:-)

Stefano : Karolina ti ringrazio e in bocca al lupo per i prossimi tornei ...

Karolina : Grazie a te Stefano

Stefano Calzolari - Karolina Pliskova


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STEFANO CALZOLARI INTERVISTA MANUELA MALEEVA

Stefano : Ciao e buongiorno Manuela, senti ... Manuela, Magdalena, Katerina, come è stato possibile avere 3 sorelle campionesse? Dimmi come è andata ...

Manuela : Molti giornalisti mi ha fatto questa domanda e non ho mai saputo rispondere di preciso. Non so :) Dobbiamo aver avuto tutte e tre del talento per questo sport, ma per il resto ci siamo molto allenate. Tanto duro lavoro, e pronto a morire sul campo per ogni punto :)

Stefano : Nel 1984 hai vinto 5 tornei tra cui quelli di Perugia e Tokyo. Hai sconfitto fior di giocatrici come Chris Evert , Ana Mandlikova, Martina Navratilova ... nel 1985 eri numero 3 del mondo ... cosa pensi di questi successi ?

Manuela : Vincere contro Chris Evert a Perugia è uno dei miei ricordi più belli. Ogni volta che ho battuto una di quelle grandi campionesse è stata una sensazione incredibile.

Stefano : Sei stata medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Seul nel 1988 per la Bulgaria, due volte in semifinale allo Us Open, raccontami queste gioie ...

Manuela : Anche vincere la medaglia olimpica è stato incredibile, uno dei miei ricordi più belli in assoluto, specie perché si gioca per il proprio paese. Sono molto orgogliosa delle semifinali agli  US OPEN, in particolare la seconda, nel 1993, perché ho vinto 4 matches con un dito rotto. Il dolore era terribile, ma ho preferito morire sul campo piuttosto di rinunciare a giocare :)

Stefano : Sei stata per ben 8 anni nella top 10 Wta e per 10 consecutivi hai giocato le attuali Wta finals, quanto é difficile rimanere per così tanto tempo ai vertici del tennis mondiale ?

Manuela : E ' molto difficile, perché si deve continuare a migliorare ogni anno per essere in grado di rimanere al vertice. Bisogna andare avanti anche quando le cose non vanno bene, devi essere molto forte mentalmente.

Stefano : Qual' era il tuo torneo preferito ?

Manuela : Mi è sempre piaciuto giocare in Italia, dove la mia carriera è iniziata :) Caserta, Bari, Taranto, Lecce, Catania. Mi piaceva anche giocare in Australia.

Stefano : Quali dei tuoi 19 titoli in singolare ricordi più volentieri ?

Manuela : Ogni torneo che ho vinto e' stato molto speciale per me. Ogni volta che ho battuto qualcuno delle prime 5 giocatrici del mondo e' stato fantastico. Penso soprattutto a quando ho battuto Chris Evert a Perugia, la prima volta che ho battuto Martina Navratilova allo US OPEN , quando sono arrivata al numero 3 del mondo e la vittoria della medaglia olimpica ; ecco questi sono i momenti che ricordo in modo particolare.

Stefano : Qual è la più forte giocatrice di tutti i tempi secondo te?

Manuela : E' molto difficile da dire. Credo che quando Martina Navratilova era al top era quasi impossibile da battere. E anche Steffi (Graf) era impossibile da battere nel suo momento migliore. Ha fatto il Grande Slam ricordi Stefano ?

Stefano : Secondo te è più difficile ora giocare a tennis o una volta?

Manuela : Davvero non so ... è diverso ora rispetto ad anni fa ..., ma è sempre difficile ...

Stefano : Pironkova e Dimitrov, come vedi il futuro di questi due campioni bulgari?

Manuela : Pironkova è verso la fine della sua carriera, penso che ha fatto del suo meglio per il suo potenziale.
Dimitrov può essere uno dei migliori giocatori di tennis del mondo nei prossimi anni ma lo deve dimostrare ...

Stefano : Che cosa ti piace di più dell' Italia e di che cosa ti occupi ora ?

Manuela : Per quanto riguarda il tuo paese Stefano, il calore e la gentilezza delle persone. E poi il cibo :)
Abbiamo creato una fondazione per aiutare i bambini in difficoltà in Bulgaria sette anni fa, così ora impegno molto del mio tempo per questa causa. Ho sempre voluto aiutare gli altri nel momento del loro bisogno, perché la vita mi ha dato tanto ! www.fondationswissclinical.org

Stefano : Grazie di tutto Manuela.

Manuela : Ringrazio te Stefano

Stefano Calzolari - Manuela Maleeva



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CLASSIFICHE ATP E WTA AGGIORNATE A LUNEDI ' 6 GIUGNO 2016

Queste le nuove classifiche Atp e Wta diramate oggi dopo il torneo del Roland Garros.
Atp :1. Novak Djokovic 2. Andy Murray 3. Roger Federer 4. Rafael Nadal 5. Stan Wawrinka 6. Kei Nishikori 7. Dominic Thiem 8. Tomas Berdych 9. Milos Raonic 10. Richard Gasquet  Wta : 1. Serena Williams 2. Garbine Muguruza 3. Agnieszka Radwanska 4. Angelique Kerber 5. Simona Halep 6. Victoria Azarenka 7. Roberta Vinci 8. Belinda Bencic 9. Venus Williams 10. Timea Bacsinskzy
Consolida naturalmente il primato Novak Djokovic , Nadal passa in quarta posizione, ingresso in Top Ten per Dominic Thiem al settimo posto, esce Tsonga, rientra Gasquet. Nel femminile Muguruza vola al secondo posto dopo il successo di Parigi, nuovo ingresso in Top Ten per Venus Williams.

Stefano Calzolari



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domenica 5 giugno 2016

STEFANO CALZOLARI INTERVISTA LUCIE SAFAROVA

Stefano : Buongiorno Lucie, allora... hai giocato le semifinali a Wimbledon nel 2014, la finale del Roland Garros lo scoros anno, hai vinto anche a Doha, sei stata numero 9 del mondo, non male che dici ...

Lucie : Questi risultati sono ovviamente incredibili ! Sono molto soddisfatta soprattutto per i miei risultati dello scorso anno. L' essere tra le prime 10 giocatrici del mondo é sempre stato il mio obiettivo..

Stefano : Parliamo allora dei prossimi obiettivi di Lucie Safarova ...

Lucie : Prima di tutto rimanere in buona salute e cercare di continuare a giocare un buon tennis, lavorare ancora di più sul mio gioco e godermi ogni momento felice sul campo ! Il mio obiettivo sarebbe quello di rimanere in top 10 e cercare di salire ancora di più in classifica se sarà possibile !

Stefano : Come trascorri i giorni quando non giochi a tennis ?

Lucie : Mi piace stare a casa con la famiglia e con gli amici perché li vedo molto poco durante l' anno , dovendo girare il mondo per i tornei. Amo le montagne, la natura e buoni film. :-)

Stefano : Quale dei sei tornei che hai vinto ricordi in modo particolare ?

Lucie : Ognuno di loro é stato speciale, ma vincere a Doha è stata la più grande soddisfazione !

Stefano : Domanda cattiva :-) cosa non ti piace del tennis?

Lucie : Viaggiare in continuazione con i tanti cambi di fuso orario. Per il fisico é massacrante ...:-)

Stefano : Quanti anni avevi quando hai iniziato a giocare a tennis e che cosa avresti fatto se non avessi praticato questo sport ?

Lucie : Avevo solo tre anni quando ho iniziato a giocare. Ho seguito le orme di mia sorella maggiore. Sono una persona molto attiva, sarei sempre stata una sportiva credo, ma mi piace anche la biologia e lavorare con la gente.

Stefano : Hai girato tutto il mondo giocando a tennis, qual è la più bella città che hai visitato?

Lucie : E 'difficile sceglierne una. Viaggiare ti dà la possibilità di vedere diverse culture. Mi piace Sydney, Roma, Quebec City ma ci sono tante altre belle città ...

Stefano : Lucie, giochi da molti anni, cosa pensi sia cambiato rispetto ai tempi in cui hai cominciato a praticare tennis ?

Lucie : Credo che il tennis di oggi sia sempre più fisico e noto anche una maggiore competitività. E ' aumentata anche la velocità della palla e per questo diventa ancor più difficile giocare. Per stare a questi alti livelli e in alto nelle classifiche mondiali é necessario essere una giocatrice forte sotto tanti aspetti ,altrimenti non arrivi a raggiungere certi risultati.

Stefano : Perché la Repubblica ceca ha tanti grandi giocatori e giocatrici negli ultimi anni, come è stato possibile?

Lucie : Credo che in Repubblica Ceca ci sia un buon metodo d' insegnamento per i bambini e i ragazzi in generale. Il tennis é molto popolare nel nostro paese. Abbiamo avuto grandi giocatori in passato ed ora abbiamo una buona generazione di tennisti. E 'incredibile davvero vedere tutto questo !

Stefano : Che cosa farai quando smetterai di giocare ? Ci hai già pensato ?

Lucie : Non saprei ora come ora. Mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport. Forse anche tornare a studiare e cominciare una nuova vita. Vedremo...

Stefano : Lucie, grazie per la tua disponibilità .

Lucie : Grazie a te Stefano.

Stefano Calzolari - Lucie Safarova


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STEFANO CALZOLARI INTERVISTA PETRA KVITOVA

Stefano : Petra buongiorno e grazie della tua pazienza e disponibilità. Come stai ? 

Petra : Mi sento bene Stefano, grazie. 

Stefano : Quali sono state le tue emozioni e sensazioni dopo aver vinto le due coppe di Wimbledon?

Petra : Un sogno, qualcosa di incredibile, qualcosa di veramente irreale, fantastico !

Stefano : Martina Navratilova é sempre stata il tuo idolo, che cosa mi dici di lei ?

Petra : Martina ha una grande personalità, è stata una grande giocatrice. Quelle volte che ci siamo viste, sono sempre stati per me momenti di grande motivazione ed ispirazione.

Stefano : Dopo la vittoria che hai ottenuto a Wimbledon nel 2011 hai vinto anche la masters cup di fine anno, nel 2014 hai di nuovo vinto il torneo di Wimbledon, sei stata numero 2 del mondo, ci pensi ad arrivare in vetta al ranking ?

Petra : Certo Stefano, come ogni atleta voglio essere la migliore in assoluto.

Stefano : Quali sono le giocatrici più forti che hai incontrato sin qui nella tua carriera ?

Petra : E 'un segreto, non voglio dire nulla :-)

Stefano : Ti piacerebbe vincere il tuo terzo Wimbledon o magari trionfare al Roland Garros?

Petra : Diciamo che tutte le due cose insieme non sarebbero male, che ne dici ? :-)

Stefano : Che cosa ha di speciale il torneo di Wimbledon rispetto agli altri ?

Petra : Sicuramente una grande tradizione, tanti riti e un' atmosfera veramente magica !

Stefano : Sei sempre protagonista anche in Fed Cup, quali sono le tue sensazioni nel giocare quella manifestazione ?

Petra : Beh, sono sempre felice di rappresentare il mio paese, l' inno nazionale prima dei match di Fed Cup mi emoziona sempre, adoro quella settimana in cui gioco per la mia nazione .

Stefano : Hai già vinto così tanto e sei ancora così giovane, c'è una sconfitta che proprio non riesci a digerire ?

Petra : Non voglio parlare di sconfitte ;-)

Stefano : Come trascorri il tuo tempo libero?

Petra : Con il mio ragazzo, faccio hockey, e ... vacanze al mare quando posso.

Stefano : Hai giocato anche a Roma, cosa ti piace dell' Italia?

Petra : La gente é molto simpatica e allegra. Il cibo é buonissimo e c'è sempre tanto sole.

Stefano : Grazie mille Petra per questa simpatica conversazione, in bocca al lupo per i tuoi prossimi tornei

Petra : Grazie a te Stefano. 

Stefano Calzolari - Petra Kvitova



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STEFANO CALZOLARI INTERVISTA JELENA JANKOVIC

Stefano : Buongiorno Jelena come stai ?

Jelena : Sono stata molto male l' anno scorso come tu sai Stefano. Ho avuto un infortunio alla schiena che non passava ed ho pensato che non sarei mai stata in grado di tornare a giocare ai massimi livelli. Ho fatto terapie. E' importante sentirsi a proprio agio sul campo e competere con nulla in mente. Voglio solo giocare, godere, tornare al meglio, più partite gioco e più forte voglio sentirmi. Mi alleno molto per essere pronta per tutti i tornei. Tuttavia ho molto da fare per essere al livello che voglio raggiungere. Non guardo la classifica Wta, sono contenta perché sto giocando e sono di nuovo sui campi da tennis per competere. È necessario disporre di fame e di energia per dire a me stessa : ' OK, voglio fare tutto il possibile per tornare al top '. Ci sono un sacco di infortuni, un sacco di momenti difficili in una carriera. Fa parte del nostro lavoro, ma solo se si é mentalmente forti e disposti a fare sacrifici, si può tornare in alto. E' importante trovare sempre qualcosa di cui gioire. Sono fortunata, ho molte persone positive intorno a me, una buona squadra. Mi danno una grande energia e mi dicono di vedere il tennis non come un lavoro, ma come un gioco durante il quale ci si deve divertire...

Stefano : Tu sei da tanti anni ormai sui campi da tennis di tutto il mondo, quali sono stati i tuoi momenti più belli ?

Jelena : I momenti migliori sono stati agli Australian Open nel 2008, quando ho vinto contro Serena Williams, a Wimbledon nel 2008, quando ho vinto il torneo di doppio misto insieme a Jamie Murray, a Roma nel 2010 quando ho battuto entrambe le sorelle Williams ... Questi sono i momenti migliori che ho messo da parte nel mio cassetto :-)

Stefano : All ' inizio della tua carriera sei stata all' accademia di Nick Bollettieri, cosa ti ha dato quell ' esperienza ?

Jelena : Nei suoi campi in Florida avevo 12 anni e tre mesi più tardi ho ricevuto una borsa di studio e firmato un contratto con l'agenzia IMG. Francamente, ero una bambina e non ricordavo le circostanze per cui sono venuta in Florida :-)So solo che in tanti hanno detto che ero un grande talento e che dovevo andare in America. A differenza di altri bambini che praticano sport, si allenano tutto il giorno e frequentano la scuola saltuariamente , sono sempre stata una studentessa normale e nel mio tempo libero giocavo a tennis. Questo perché volevo saper fare altro nel caso in cui non fossi diventata una campionessa. Mentre ero in Florida mia mamma veniva di tanto in tanto, per un mese, e poi tornava a Belgrado per essere con il resto della famiglia. E 'stato un periodo estremamente difficile per me, mi sentivo su un altro pianeta. Non conoscevo la lingua, la prima volta ho viaggiato separata da famiglia e amici ; a differenza di oggi, da bambina ero molto introversa e timida. Ci sono stati momenti in cui ho pianto e volevo tornare in Serbia, perché non riuscivo a vivere in Florida lontano da tutte le persone care. Mi è sempre piaciuto molto il tennis, ma volevo stare con la mia famiglia. Eppure io avevo deciso di rimanere perché avevo un obiettivo ben preciso. I miei genitori non mi hanno mai spinta verso il tennis, é stata una mia decisione, li ho convinti. Così alla fine ho soggiornato in Florida per quattro anni, fino all'età di 16 anni. A 15 anni, sono diventata la miglior giovane al mondo e ho dimostrato che esisteva in me un potenziale per diventare un giocatrice di successo nel tennis professionistico.

Stefano : Quanto é stata importante la famiglia nella tua carriera, so che tua mamma ti segue ovunque nel mondo per i tornei e tuo fratello Marko é sempre pronto a ricevere in tribuna i tuoi sfoghi e le tue sgridate ...:-)

Jelena : I miei genitori hanno investito tutto quello che avevano e senza di loro non sarei dove sono adesso. Quando ho iniziato a giocare a tennis non sapevo che sarei stata un giorno una giocatrice di tennis professionista, ma col passare del tempo ho cominciato a capire che un giorno sarei diventata un grande giocatrice. Mia madre Snezana in gioventù ha giocato a pallamano, e lei e suo padre hanno giocato a tennis . Prima di iniziare col tennis ho suonato il pianoforte ed ho praticato ginnastica ritmica. Come bambina ero molto attiva e volevo fare sport, ho pensato che un giorno avrei potuto essere la migliore giocatrice del mondo. I miei genitori non mi hanno costretto ad andare a giocare a tennis, ma era il mio desiderio. Mamma mi ha sempre sostenuto, ha sempre creduto in me, e anche adesso mi dà sempre forza ed energia. Per me è la migliore mamma del mondo. Ha sempre seguito me ed i miei fratelli. Mia Madre é un pilastro della mia vita. La trovo sempre in caso di necessità, lei é sempre con me. Ci sono momenti in cui io ero abbastanza lunatica , lei é sempre stata presente. Papà è venuto in alcuni tornei ma è difficile per lui guardare i miei incontri. Ho capito lo stress che avverte e come lui guarda sua figlia. Anche per mia mamma non é facile, ma lei è abituata. Papà non riesce nemmeno a guardare i miei match in TV. Il più delle volte va a pescare, ama pescare poi per prima cosa, quando finisco una partita, vuole sapere il risultato. Fondamentale è stato il sostegno dei miei genitori e ho deciso così che nel mondo viaggio con mia madre Snezana. E ' la mia migliore amica, psicologa, consulente ... Con tutta la mia famiglia condivido le cose belle e brutte, tutte le persone che ne fanno parte mi hanno sempre dato molta sicurezza.

Stefano : In Serbia ci sono molti campioni, Novak Djokovic, tu , Ana Ivanovic, Bojana Jovanovski, ma Novak dice che il tennis non é seguito come altri sport, cosa ne pensi a riguardo ?

Jelena : Le condizioni in Serbia erano molto pesanti. Ricordo che quando sono venuta a Belgrado in inverno per le vacanze scolastiche, mi sono alzata sempre alle sei del mattino, era così freddo che con le mie mani non riuscivo a tenere in mano la racchetta e le palline non rimbalzavano. I miei genitori mi hanno detto, "non puoi giocare oggi Jelena, fa troppo freddo", allora me ne vado ho risposto io. Non c'erano le condizioni ideali per progredire, non abbiamo avuto un idolo a cui poterci ispirare, non abbiamo avuto aiuto da nessuno, però siamo diventati più forti mentalmente e alla fine tutti i sacrifici che ho fatto mi hanno ripagata.

Stefano : Sei stata protagonista sempre al torneo di Roma, cosa ti piace Jelena dell ' Italia ?

Jelena : Amo gli italiani. Roma è la mia città preferita, ha una lunga tradizione e c'è sempre una bella sensazione quando ci vengo. L'Italia come paese é adatto a me, mi piace il cibo, e mi piace giocare a tennis a Roma, dove ho anche avuto successo.

Stefano : Quali sono i tuoi hobby quando non giochi a tennis ?

Jelena : Quando il tempo me lo permette mi piace giocare a pallavolo o a pallacanestro. Mi piace anche pescare e camminare velocemente.

Stefano : In molti anni di carriera tu hai incontrato grandi campionesse, chi ti ha impressionato di più ?

Jelena : Sono rimasta colpita da Monica Seles. Prima di iniziare a giocare a tennis con mio padre, ho guardato il tennis in televisione e tifavo per lei. Mi è piaciuto molto il suo spirito combattivo e il suo stile di gioco. Quando avevo 15 anni l' ho incontrata e per me é stato un evento unico. Ci siamo incontrate in America quando aveva concluso la sua carriera e divenne ben presto il mio mentore. Lei mi ha anche aiutato un po' e per me questo ha significato molto.

Stefano : Sei stata numero 1 del mondo , quanto é difficile rimanere in vetta al ranking ?

Jelena : Ho realizzato il sogno, é incredibile essere diventata una "numero uno" nel mondo, sono stata felicissima, purtroppo é durato poco :-) Ora voglio giocare il meglio possibile in occasione di importanti tornei, senza pensare alla classifica, vorrei vincere più tornei del Grande Slam. Già sono stata la prima al mondo, e se vinco un torneo del Grande Slam ci tornerò ancora. La concorrenza è sempre più forte ogni anno, chiunque vuole vincere, stanno arrivando giocatrici giovani e io sto lentamente invecchiando :-)

Stefano : Quando finirai la tua carriera Jelena , hai già in mente quello che vorresti fare ?

Jelena : In questo momento sono concentrata solo sul tennis e non penso ad altro. Magari lavorerò nel campo della moda, o nella recitazione, oppure negli affari ... ma in primo luogo vorrei essere una buona moglie e una buona madre. Ora sono però ancora concentrata sul tennis...

Stefano : Grazie Jelena..

Jelena : Grazie a te Stefano

Stefano Calzolari - Jelena Jankovic


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STEFANO CALZOLARI INTERVISTA IVAN LENDL

Stefano : Buongiorno Ivan, grazie innanzitutto per la tua disponibilità...
Senti..quando ti guardavo in televisione durante i tuoi incontri ho spesso pensato, qui se Lendl non lo attaccano bene, gli fa il suo solito passante di diritto in corsa e per gli altri sono guai :-) E ' un colpo che ti veniva naturale Ivan o ci hai lavorato sopra ?

Ivan : Ho lavorato molto su tutti i miei colpi Stefano, anche duramente per poter essere efficace durante i match.

Stefano : Parigi 1984 finale del Roland Garros, sei sotto due set a zero contro John McEnroe, in quel momento hai pensato di non vincere quella partita ? Come sappiamo, hai poi saputo rimontare John e trionfare ...

Ivan : Mi sono sempre allenato molto duramente per poter ribaltare anche situazioni che all' inizio di ogni match potevano essere per me negative..

Stefano : Chi é stato il più grande giocatore che hai incontrato nella tua carriera ?

Ivan : E' impossibile da dire Stefano, ho giocato contro molti grandi giocatori e sceglierne uno in particolare diventa difficile ...

Stefano : Tu hai vinto più di 1000 match in carriera, una cosa incredibile, come hai trovato sempre le motivazioni per giocare così tanto e vincere così tanto ?

Ivan : Il segreto sta nel fatto che ci si divertiva a giocare e a competere , è questa la migliore spiegazione...

Stefano : Sei stato e sei anche un grande giocatore di golf come sappiamo, se tornassi indietro sceglieresti sempre di giocare a tennis ?

Ivan : Il golf sarebbe stata una scelta interessante anche perché non si va in pensione così presto come nel tennis :-)

Stefano : Quale dei tuoi 94 titoli che hai conquistato in carriera ( anche qui una cosa pazzesca) hai più a cuore? Quale ti ha dato più soddisfazione ?

Ivan : I tornei del grande slam che ho vinto per la prima volta, Roland Garros, Us Open , Australian Open..

Stefano : Dimmi Ivan una cosa che ti é sempre piaciuta del tennis ed una che invece non ti é mai piaciuta per niente ?

Ivan : Mi è sempre piaciuta la competizione, mentre odiavo giocare le partite in notturna.

Stefano : Hai allenato portando alla vittoria a Wimbledon Andy Murray,allenare e giocare a tennis sappiamo sono due cose diversissime, spiegami la tua esperienza...?

Ivan : Ti posso dire Stefano che allenare è una cosa completamente diversa dal giocare a tennis...sono veramente esperienze troppo differenti tra di loro..

Stefano : Potresti tornare ad allenare e di quale giocatore ti piacerebbe fare il coach ?

Ivan : Credo che tornerò ad allenare ...

Stefano : Per concludere questa intervista Ivan, ora che non ci sente nessuno ....o quasi ....cosa proprio non sopportavi di John McEnroe ? :-)

Ivan : Che John era molto difficile da battere :-)

Stefano : Grazie Ivan , é un immenso piacere averti avuto come ospite.

Ivan : Grazie a te Stefano, e un saluto a tutti i lettori del tuo blog.

Stefano Calzolari - Ivan Lendl



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STEFANO CALZOLARI INTERVISTA MARTINA NAVRATILOVA

Stefano : Buongiorno Martina e grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande di tennis.
La prima te la devo fare in modo diretto : come si fa a vincere 59 titoli dello slam tra singolare , doppio e doppio misto , 167 tornei, 9 volte il torneo di Wimbledon ?...hai vinto oltre 1400 partite ... numeri spaventosi...

Martina : Bisogna innanzitutto essere in grado di adattarsi ai nuovi materiali e alle nuove strategie di gioco. Volevo essere la miglior giocatrice di tennis possibile ed ero disposta a sperimentare e a provare sempre cose nuove..

Stefano : Ricordo da ragazzo che guardavo sempre il tennis femminile oltre al tennis maschile un po' come ora, e la finale dei tornei del Grande Slam era sempre uguale, Navratilova-Evert, io mi divertivo sempre a guardarvi perché il bello era che le vostre sfide mettevano di fronte tu che giocavi un tennis d' attacco e Chris che era la classica giocatrice da fondo dotata di grandi passanti, che rapporto era il vostro da giocatrici e che rapporto hai ora con Chris fuori dal campo ? 

Martina : E' sempre stato duro giocare contro Chris, dovevo sempre essere concentrata mentalmente al massimo, lei era fortissima..

Stefano : Di solito vincere il torneo di Wimbledon è il sogno di ogni tennista, vincere 9 volte quel torneo come hai fatto tu è qualcosa di incredibile, cosa ha di speciale lo slam britannico ?

Martina : Fragole e panna, come le fanno lì, non le fanno da nessuna parte :-)

Stefano : Oltre a Chris hai giocato contro altre grandi campionesse come Steffi Graf e Monica Seles, non ho voluto fare a Monica questa domanda, ritieni che senza quel brutto episodio di Amburgo che le é capitato, Monica avrebbe dominato il tennis più ancora di Steffi Graf nei suoi anni migliori ? 

Martina : Purtroppo non riusciremo mai a sapere quanti Majors avrebbe vinto Monica senza quell' atto criminale orribile provocato da uno squilibrato che non ha mai pagato per questo. Così la storia ci dice ...

Stefano : Tu sei stata una grande giocatrice di volo, ti manca un po' nel non vedere nel tennis di oggi questo modo di giocare ? 

Martina : Ci sono molti modi diversi di giocare una partita, é bello vedere stili differenti ...

Stefano : Wimbledon a parte dove hai dominato sempre ed era ormai casa tua , c'è un altro torneo a cui tenevi in modo particolare ? 

Martina : Al di fuori dei tornei del grande slam Roma è sempre stato il mio preferito. Il pubblico é molto coinvolto e poi il cibo in Italia é fantastico :-)

Stefano : Parliamo un attimo di tennis maschile, tu hai vissuto in un' epoca di grandi campioni, chi era quello che più ti impressionava un tempo e chi ti piace vedere giocare adesso ?

Martina : Sicuramente Laver, Sampras ed ora naturalmente Federer, Nadal, Djokovic e Murray..

Stefano : C 'è una giocatrice a tuo modo di vedere che può emergere e dominare nel tennis in un prossimo futuro dopo Serena Williams ? 

Martina : Ora come ora potrebbe essere Garbiñe Muguruza...

Stefano : Hai dei progetti nel tennis ?

Martina : No per il momento ...

Stefano : Ultima domanda Martina, leggo una speciale classifica stilata da un grande giornalista e vedo che al primo posto delle giocatrici più forti di tutti i tempi c'è Martina Navratilova, io sono d' accordo tu che dici ? 

Martina : Non sta a me giudicare e inoltre è impossibile confrontare giocatori e giocatrici di epoche diverse, i materiali non sono quelli di una volta e il gioco é cambiato nel tempo ...

Stefano : Grazie Martina per questa bellissima chiacchierata

Martina : Grazie a te Stefano

Stefano Calzolari - Martina Navratilova


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